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ACQUAFORTE
Scrivano che, prima dell'invenzione della stampa, curava la
trascrizione e la trasmissione di qualsiasi testo scritto
(religioso, letterario, storico e scientifico).
AFFICHE
Manifesto.
AMANUENSE
Scrivano che, prima dell'invenzione della stampa, curava la
trascrizione e la trasmissione di qualsiasi testo scritto
(religioso, letterario, storico e scientifico).
ASTRALON
Supporto trasparente su cui vengono riportati tutti gli elementi
che concorrono a formare uno stampato (testi, composizioni,
tratti, mezzetinte, fotolito).
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BANDIERA
Quando la giustezza è allineata da un lato mentre dall'altro
non è giustificata.
BIANCA
Poiché il foglio macchina viene stampato su entrambe
i lati, si definisce "bianca" il passaggio di stampa
che imprime un lato del foglio e "volta" il successivo
passaggio che imprime il lato opposto. Viene considerato "bianca"
il lato dove appare la prima pagina della segnatura.
BROSSURA
Tipo di legatura economica in cui la copertina è in
semplice carta pesante o "rustica"; 2. tipo di legatura
economica in cui i fogli non sono cuciti ma incollati con
uno speciale procedimento.
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pagina
CALANDRATURA
Lisciatura della carta fabbricata a macchina. Scopo della
calandratura è quello di togliere alla carta la ruvidezza
della peluria, che nuoce alla buona stampa perché le
illustrazioni risultano meno nitide.
CARATTERE
(nomenclatura)
È l'insieme delle lettere dell'alfabeto studiate e
disegnate appositamente per la stampa. Sulla base delle caratteristiche
delle aste e dei tratti i caratteri si distinguono in quattro
gruppi:
1. romano antico poca differenza di spessore tra aste
grosse e sottili accentuate raccordate alle aste in modo curvilineo
2. romano moderno grande differenza di spessore sottili
raccordate alle aste con minima curvatura
3. egiziano nessuna differenza di spessore nessuna
differenza di spessore rispetto alle aste e raccordo rettilineo
4. lineare-bastone nessuna differenza di spessore mancanza
di grazie
Canale: lieve scanalatura che si trova sotto il piede
di ogni fusto di carattere. Corpo: in un carattere
la massima distanza tra la spalla superiore e la spalla inferiore
del parallelepipedo metallico su cui è fusa la lettera.
Larghezza: misura del fusto del caratterini ampiezza.
Occhio: è l'impronta stampata della lettera,
è cioè la parte in rilievo di un carattere tipografico.
Piede: base del fusto del carattere tipografico. Spalla
(inferiore o superiore): nella faccia superiore del fusto
del carattere tipografico parte non occupata dall'occhio della
lettera. Tacca: taglio fatto sul fusto del carattere
a poca distanza dal piede dello stesso e che indicava al compositore
il giusto senso con cui doveva "prendere in mano"
la lettera dallo scompartimento della cassa tipografica per
portarla sul compositoio. Forma ortografica: indica
se l'alfabeto è maiuscolo o minuscolo. Pendenza:
rapporto tra l'asse delle aste e la riga. Tono: valore
chiaroscurale della lettera.
CARATTERI
MOBILI
Sono i primi caratteri inventati da Gutenberg. Erano dei piccoli
fusticini di legno che portavano intagliata all'estremità
superiore la figurazione di una lettera. Con questo primo
tipo di c.m. la mutabilità delle condizioni atmosferiche
e la difficoltà nell'intaglio non consentivano condizioni
regolari per l'allineamento e l'avvicinamento. Fu così
che ben presto si sostituì il metallo al legno, incidendo
in esso l'occhio della lettera. E' però grazie a Schoeffer,
aiutante di Gutenberg, che si riuscì ad incidere dei
punzoni coi quali battendo le relative matrici si ottenne
la fusione del fusticino recante la lettera formata in rilievo.
CALANDRATURA
Lisciatura della carta fabbricata a macchina. Scopo della
calandratura è quello di togliere alla carta la ruvidezza
della peluria, che nuoce alla buona stampa perché le
illustrazioni risultano meno nitide.
CENTRATO
Quando la lunghezza delle righe è allineata sull'asse
centrale della giustezza.
CLICHÉ
TIPOGRAFICO
Lastra di rame o di zinco da formare, ricoperta di gelatina
fotosensibile, che viene posta a contatto dell'immagine fotografica.
COLOPHON
Voce greca che significa compimento, chiusura. E' cosiddetta
nei manoscritti l'annotazione terminale recante i nomi dell'autore,
dell'amanuense o stampatore, il luogo e la data di pubblicazione;
nei libri moderni la medesima cosa introdotta dalla forma
"finito di stampare" collocata al termine del libro.
COMPOSIZIONE
È
il
lavoro del compositore tipografo che compone parole, segni,
righe, tabelle, formule per giungere alla pagina stampata.
Oggi è il coordinamento dei vari elementi tipografici
di uno stampato. Fino all''800 la composizione era esclusivamente
eseguita a mano, in seguito divenne meccanica ed infine computerizzata.
COPIA
CIANOGRAFICA
Copia dello stampato effettuata su carta fotosensibile a base
di sali di ferro (ferrocianuro potassico).
CROCINI
DI REGISTRO
Crocette che vengono messe sui bordi dei diversi astralon
da sovraporre in modo che l'immagine finale sia data dalla
perfetta sovrapposizione degli stessi.
CROMOGRAFIA
Tecnica di stampa relativa alla stampa a colori.
CROMOLITOGRAFIA
Stampa litografica a colori; è il risultato della stampa,
per sovrapposizione, d'un disegno parzialmente lavorato su
varie pietre.
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pagina
DEFINIZIONE
(alta)
Precisione delle linee di un retino fotografico.
DESIGN
Progettazione grafica di uno stampato
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EFFETTO
MOIRÉ
Errore di retinatura consistente nella sovrapposizione di
punti che rende confusi e brunastri i segni per effetto dell'accumulo
di inchiostri in alcuni punti e della sottrazione degli stessi
in altri. Infatti la brillantezza e chiarezza dello stampato
in quadricromia deriva dal fatto che i punti giacciono uno
accanto all'altro piuttosto che sovrapposti. Viene anche detto
marezzatura.
EFFETTO
SGRANATURA
Eccesso di ingrandimento di immagini al tratto in cui la linea
risulta meno nitida.
ELZEVIRO
1. volume stampato nelle officine degli Elzevir;
2. nome dei caratteri che Van Dyck incise per gli Elzevir;
3. articolo d'argomento artistico, storico, letterario,
o anche recensione o racconti che un giornale pubblica in
apertura di terza pagina, generalmente stampato con il carattere
omonimo. Fregio: sono decorazioni realizzate con linee elaborate
di diverso spessore o con disegni.
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FILIGRANA
Contrassegno o marca che i fabbricanti di carta usarono fin
dai tempi più antichi per contraddistinguere i prodotti
delle loro cartiere. Sono così chiamati anche la figura
o il disegno che contraddistingue le varie qualità
o i vari formati della carta.
FOGLIO
MACCHINA
È il foglio nel formato intonso, che esce dalla macchina
da stampa.
FONDITORE
1. operaio che, in una fonderia tipografica, lavora
intorno alla fusione dei caratteri;
2. Proprietario di una fonderia tipografica;
3. Operaio che lavora alle macchine fonditrici annesse
alle macchine compositrici (es. fonditore monotipista);
4. In senso storico equivale a incisore, disegnatore,
creatore di caratteri.
FORMATO
DI PAGINA
È la dimensione standard di un foglio. Fu Giorgio Cristoforo
Lichtenberg (1742 - 1799) che propose formati unificati per
tutti i fogli d'uso pubblico, il cui principio si basava sulle
misure di un foglio avente l'area di 1 m. quadrato, con rapporto
tra i lati di 1:_2. Il formato base risulta così essere
un rettangolo di lati 84,1 x 118,9 cm. Successivamente nel
1922 e poi nel 1934 tale proposta fu assunta ufficialmente
dalla Federazione Internazionale delle Associazioni Nazionali
di Normalizzazione ISO e il formato UNI fu utilizzato sia
dai produttori di carta che nella stesura e nella corrispondenza
di atti privati e pubblici.
FOTOCOMPOSIZIONE
È una composizione effettuata fotograficamente. Il
principio su cui si basavano i primi modelli di fotocomposizione
era quello del monotype, con la sostituzione del "gruppo
di fusione" con la camera oscura e delle matrici incise
con delle matrici fotografiche recanti i caratteri in negativo.
L'avvento della fotocomposizione si realizzò, verso
la fine degli anni '50 quando, con le prime macchine offset,
si pensò di ottenere una pellicola fotografica del
testo eliminando tutti i passaggi precedenti. L'evoluzione
della tecnologia elettronica con i processori elettronici
ha velocizzato notevolmente il processo di composizione e
i problemi ad esso connessi. La fotocomposizione oggi si articola
in tre sistemi:
1. ottico - meccanica;
2. crt o a tubo catodico;
3. a raggio laser.
In tutti tre i sistemi il prodotto ottenuto è una pellicola
o una carta fotografica che, sviluppata in camera oscura,
reca impressa la composizione. La differenza tra i tre consiste
nel tipo di fonte luminosa usata per ottenere l'impressione
della pellicola. Le ultime generazioni di sistemi dedicati
alla fotocomposizione sono stati rivoluzionati dall'avvento
dei personal computer e dell'invenzione del Post Script, una
soluzione per unire testo e grafica in una pagina. Oggi con
uno stesso computer è possibile controllare uno scanner
piatto per digitalizzare le immagini - cioè tradurle
in raggio di luce laser -, eseguire l'impaginazione e comandare
le fotounità con cui ottenere le pellicole per la preparazione
delle matrici da stampa.
FOTOLITO
Sono così chiamati gli impianti stampa per offset eseguiti
su pellicola fotografica trasparente utilizzati per realizzare
immagini. La fotolitografia, infatti, è un processo
di stampa litografica in cui l'immagine viene riprodotta su
lastra, plastica o gomma attraverso una trasposizione fotomeccanica,
che utilizza cioè la luce per ottenere la matrice da
stampare. Esistono fotolito di tre tipi: 1. al tratto; 2.
retinati o mezzatinta e 3. policromi.
FOTOLITO
AL TRATTO
Sono le immagini a tinta continua senza sfumature. Quando
un'immagine al tratto viene ridotta bisogna tener conto dell'assottigliamento
degli spessori; quando invece viene ingrandita del possibile
effetto sgranatura.
FOTOLITO
IN POLICROMIA
Il procedimento adottato è analogo al fotolito al tratto,
selezionando l'originale e scomponendolo negli elementi cromatici.
FOTOLITO
MEZZATINTA
Per ottenere una mezzatinta si fotografa il soggetto originale
accoppiato a retini di grandezza variabile. La retinatura
restituisce un soggetto ripartito in puntini di superficie
stampante diversa, visibili ad occhio nudo: sono questi che
conferiscono le sfumature e l'intensità dei toni, mentre
la definizione dei dettagli dipende dalla frequenza delle
linee del retino.
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GIUSTIFICATO
Quando la giustezza è allineata su entrambe i lati.
GRAFICO
1. disegnatore con particolare attitudine all'impaginazione;
2. relativo alla stampa, incisione, litografia, fototipia,
ecc.;
3. che si esprime mediante un disegno;
4. relativo alla grafia, alla scrittura
GRAFISMO
Parte stampata di un testo.
GRAMMATURA
Una delle proprietà fisico - chimiche della carta ovvero
il peso per metro quadrato espresso in grammi.
GRAZIE
Tratti terminali della lettera posti con funzione prevalentemente
decorativa
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pagina
INCISORE
Maestro artigiano addetto alla creazione dei caratteri.
INCOLLAGGIO
Operazione funzionale a far aderire con colle due parti separate;
Si usa particolarmente in legatoria nella rilegatura di carte
o tele su piani di volumi, di dorsi a libri, ecc.
INCUNABOLI
Libri che, come bambini usciti dalla "cuna", furono
pubblicati nei primi anni dell'invenzione della stampa corrispondenti
al XV secolo fino al 1520. Vi è qualcuno che vorrebbe
chiudere l'età degli incunaboli con il 1517, anno in
cui Lutero si rivelò riformatore della religione cattolica
affiggendo alla porta della cattedrale di Wittemberg le sue
95 tesi contro le indulgenze, ma questa data non è
attendibile secondo tutti gli storici.
INTERLINEA
Spazio interposto tra una linea di testo e la successiva in
senso verticale
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LIBRO
(nomenclatura: frontespizio, dorso, piatto, unghia dei piatti,
risguardo)
Insieme di fogli stampati, legati e protetti dalla copertina.
Capitello: bordatura in tessuto o in pelle applicata in testa
o al piede del dorso di un volume rilegato.
Dorso: striscia di tela che unisce i due piatti della copertina
di un libro.
Frontespizio: facciata principale del libro che contiene il
nome dell'autore, il titolo dell'opera, l'editore, il logotipo.
Occhietto od occhiello: titolo del volume che un tempo veniva
racchiuso in un ovale.
Pagine di rispetto: due facciate bianche inserite oltre ai
risguardi nelle edizioni di un certo valore.
Piatto: ciascuno dei due cartoni di una copertina.
Retro frontespizio: pagina che raccoglie tutti i dati inerenti
all'opera come proprietà letteraria, imprimatur, data
e numero di edizione, officina grafica e nome dei collaboratori
esecutivi dell'edizione.
Risguardo: foglio posto all'inizio e alla fine di un libro,
che copre da una parte il cartone della copertina e dall'altra
i fogli di apertura e di chiusura del volume.
Sovraccoperta: foglio di carta in genere plasticata, avvolto
attorno al volume per proteggere la copertina.
LIFLET
Volantino.
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