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Termini
generici
Amanuense:
scrivano che, prima dell'invenzione della stampa, curava la trascrizione
e la trasmissione di qualsiasi testo scritto (religioso, letterario,
storico e scientifico).
Calandratura:
lisciatura della carta fabbricata a macchina. Scopo della
calandratura è quello di togliere alla carta la ruvidezza
della peluria, che nuoce alla buona stampa perché le illustrazioni
risultano meno nitide.
Design:
progettazione
grafica di uno stampato.
Fonditore:
1. operaio che, in una fonderia tipografica, lavora intorno alla
fusione dei caratteri;
2. Proprietario di una fonderia tipografica;
3. Operaio che lavora alle macchine fonditrici annesse alle macchine
compositrici (es. fonditore monotipista);
4. In senso storico equivale a incisore, disegnatore, creatore di
caratteri.
Grafico:
1. disegnatore con particolare attitudine all'impaginazione;
2. relativo alla stampa, incisione, litografia, fototipia, ecc.;
3. che si esprime mediante un disegno;
4. relativo alla grafia, alla scrittura.
Grafismo:
parte stampata di un testo. Incisore: maestro artigiano
addetto alla creazione dei caratteri. Miniatore:
artista che riempiva con disegni, lettere e ornamentazioni
gli spazi lasciati in bianco dai copisti nei manoscritti antichi,
colorandoli con il minio.
Originale:
soggetto e/o illustrazione da riprodurre.
Procedimento grafico:
gruppo di processi tecnici finalizzati ad ottenere
uno stampato.
Prestampa:
complesso di operazioni che, partendo dall'originale,
portano attraverso la progettazione grafica, alla realizzazione
di prematrici, matrici e forme di stampa.
Stampa:
arte che consente di ottenere la riproduzione di
un numero indefinito di copie di scritti, disegni, foto. Si ottengono
riproduzioni stampando o (un tempo) imprimendo carta bianca, colorata
o tessuti su caratteri, su forme tipografiche, su pietre litografiche,
su lastre metalliche, su rulli cilindrici, su figurazioni ricavate
con il bulino su superfici di legno, naturalmente spalmate prima
con inchiostro adatto. I singoli processi con cui è possibile
ottenere le riproduzioni vengono spiegati alle voci specifiche (processo
calcografico, litografico, tipografico ecc.).
Stampato:
oggetto finale derivante dal processo di stampa.
Inizio
pagina
Procedimento
grafico
Acquaforte:
nome volgare dell'acido nitrico; in arte si definisce
il processo di incisione su rame inventato da Albert Dürer
(altri lo attribuiscono a Tommaso Finiguerra, orefice fiorentino).
Questo processo consiste nel versare l'acquaforte (miscela di acido
nitrico, acido solforico e acido cloridrico allungati) sopra uno
strato - disteso su una lamina di rame - di speciale vernice resinosa
su cui, con una punta d'acciaio già si è inciso il
disegno in precedenza. L'incisione con l'acquaforte si esegue su
rame o anche su acciaio e su zinco.
Caratteri mobili:
sono i primi caratteri inventati da Gutenberg. Erano
dei piccoli fusticini di legno che portavano intagliata all'estremità
superiore la figurazione di una lettera. Con questo primo tipo di
c.m. la mutabilità delle condizioni atmosferiche e la difficoltà
nell'intaglio non consentivano condizioni regolari per l'allineamento
e l'avvicinamento. Fu così che ben presto si sostituì
il metallo al legno, incidendo in esso l'occhio della lettera. E'
però grazie a Schoeffer, aiutante di Gutenberg, che si riuscì
ad incidere dei punzoni coi quali battendo le relative matrici si
ottenne la fusione del fusticino recante la lettera formata in rilievo.
Composizione:
è il lavoro del compositore tipografo che
compone parole, segni, righe, tabelle, formule per giungere alla
pagina stampata. Oggi è il coordinamento dei vari elementi
tipografici di uno stampato. Fino all''800 la composizione era esclusivamente
eseguita a mano, in seguito divenne meccanica ed infine computerizzata.
Crocini da registro:
crocette che vengono messe sui bordi dei diversi
astralon da sovraporre in modo che l'immagine finale sia data dalla
perfetta sovrapposizione degli stessi.
Cromografia:
tecnica di stampa relativa alla stampa a colori.
Cromolitografia:
stampa litografica a colori; è il risultato
della stampa, per sovrapposizione, d'un disegno parzialmente lavorato
su varie pietre. Incunaboli: libri che, come bambini usciti dalla
"cuna", furono pubblicati nei primi anni dell'invenzione
della stampa corrispondenti al XV secolo fino al 1520. Vi è
qualcuno che vorrebbe chiudere l'età degli incunaboli con
il 1517, anno in cui Lutero si rivelò riformatore della religione
cattolica affiggendo alla porta della cattedrale di Wittemberg le
sue 95 tesi contro le indulgenze, ma questa data non è attendibile
secondo tutti gli storici.
Macchine da stampa:
sono le macchine che eseguono l'operazione della
stampa, nelle quali un foglio o un nastro di carta viene premuto
contro una forma o una lastra previamente inchiostrata, in modo
che l'inchiostro si trasferisca dalle parti inchiostrate alla superficie
della carta. Considerando i tre principale sistemi si hanno:
- m. per stampa tipografica: m.a pressione piana o platina, m. a
pressione piano - cilindrica, m. rotative;
- m. per stampa litografica: torchio a mano;
- m. piane;
- m. rotative;
- m. per stampa calcografica: torchio a mano;
- m. piano - cilindrica con scarica dell'inchiostro a strofinamento;
- m. rotative con scarica a raschietto;
Macchina linotype:
macchina per comporre caratteri mediante fusione
di linee di lega di piombo. Installata per la prima volta nel 1886
e impiegata per circa un secolo soprattutto per giornali e libri.
Il suo inconveniente più grosso: se era necessario correggere
anche una sola lettera del testo bisognava sostituire tutta la riga.
Macchina monotype:
macchina compositrice di testo mediante fusione di
caratteri singoli. Impiegata per produzioni di qualità e
inventata verso la fine del secolo scorso (1895 ca.). A differenza
della linotype il procedimento di composizione e fusione avviene
su due macchine diverse: la tastiera e la fonditrice. Non ha preso
il sopravvento rispetto alla linotype perché il procedimento
di stampa è molto più lungo.
Macchina piana:
nella stampa tipografica è detta piana o "platina"
quella macchina in cui la pressione viene esercitata da un piano,
che si muove parallelamente contro la forma pure disposta su un
piano. Nella stampa litografica sono dette così le m. piano
cilindriche in cui la pressione viene esercitata da un cilindro
contro la pietra o lastra da stampa, che si muove tangenzialmente
al cilindro che ruota.
Macchina rotativa calcografica:
detta brevemente rotocalco si basa sul principio
di togliere l'eccesso di inchiostro da una matrice cilindrica in
incavo con una lama raschiante. L'unità di stampa è
costituita da un cilindro di pressione costituito di un tessuto
gommato; da un cilindro porta matrice; da un rullo inchiostratore
sottostante che ricopre tutta la matrice di un inchiostro fluido
contenuto in calamaio a vaschetta; infine da una sottile lama raschiante
d'acciaio, appoggiantesi con un angolo di 45° lungo tutta la
superficie cilindrica della matrice da cui asporta l'eccesso di
inchiostro che ricade nella sottostante vaschetta del calamaio.
Macchina rotativa litografica:
come nelle rotative tipografiche l'organo porta lastra
è un cilindro sul quale è avvolta e tesa la lastra
stampante. In questo primo tipo di m. la stampa avveniva direttamente
tra cilindro e cilindro. Esse sono state ora totalmente sostituite
dalle rotative a stampa litografica indiretta dette offset (vd.).
Macchina rotativa tipografica:
m. a pressione completamente cilindrica ove la pressione
di un cilindro rotante avviene contro un altro cilindro rotante
ove è posta la forma.
Metallografia:
denominazione generica di ogni tipo di lavoro eseguito
con il metodo litografico su lastra metallica.
Offset:
nella m. offset (rotativa a stampa litografica indiretta)
la lastra inchiostrata non stampa direttamente sul foglio di carta
come in tutti gli altri sistemi di stampa, ma su un tessuto gommato,
avvolto e teso su un cilindro; dal tessuto gommato l'impronta si
trasferisce sul foglio finale, che viene così stampato indirettamente.
Questo passaggio su un elemento intermedio prima di arrivare alla
carta permette la stampa di matrici a retino riproducenti le mezzetinte,
anche su carte a superficie ruvida.
Offset a bobina:
sono offset per la carta continua in bobine, dove
ai vantaggi dell'offset si aggiungono quelli della rotativa. Servono
per la stampa di giornali e riviste a colori e permettono la stampa
sino a 4 colori da una parte del nastro e 2 dall'altra.
Processo calcografico:
arte di incidere in incavo su rame. E' l'opposto
della calcotipia che à la denominazione per definire l'arte
dell'incidere in rilievo sullo stesso metallo. L'inchiostro da stampa,
che inizialmente viene steso su tutta la lastra, viene poi raschiato
via dalla sua superficie liscia e lucida e rimane solo negli incavi.
Si preme poi fortemente il foglio di carta contro la lastra e l'inchiostro
rimasto negli incavi viene ad aderire alla carta, tanto più
rilevata quanto più profondo è l'incavo. Questo rilievo,
percettibile al tatto nelle stampe da incisioni manuali (bulino,
punta secca, acquaforte) ma non più nelle stampe da incisioni
fotomeccaniche (eliotipia, rotocalco), riproduce le variazioni di
tono delle figure. Tre sono i gruppi di macchine usati per la stampa
calcografica:
1. i torchi a mano,
2. le piano-cilindriche,
3. le rotative.
Processo incavografico:
è un particolare tipo di calcografia, quella
che fa uso di macchine rotative. Con questo processo, brevettato
nel 1910, è possibile la stampa rapida di qualsiasi illustrazione
su carta comune. Per realizzarlo si fa un negativo del disegno o
della fotografia che si vogliono stampare. Da questo negativo si
ricava un diapositivo reticolato che viene trasportato sulla lamina
di rame che riveste il cilindro stampatore della macchina. La pellicola
si attacca al cilindro e viene trattata e sviluppata come una qualsiasi
fotoincisione nella quale si incavano chimicamente le parti, che
devono restare profonde un decimo di millimetro. In seguito un cilindro
riempie con inchiostro le parti incavate ed un coltello asporta
l'inchiostro in eccesso.
Processo
litografico:
processo
mediante il quale si ottiene, su foglio di carta o metallico, la
riproduzione di ciò che è stato scritto, disegnato
o inciso su una pietra calcare di natura particolare con una matita
grassa o con un inchiostro speciale. E' cioè un procedimento
di stampa in piano o planografico nel quale la matrice è
costituita da una spessa lastra di pietra calcarea speciale o da
una sottile lastra di zinco, che porta sulla sua superficie piana
sia le parti stampanti, con le figure o le lettere, sia le parti
non stampanti. Oggi questo sistema è stato sostituito dalla
cosiddetta litografia offset che si ottiene in modo indiretto (vd.
stampa indiretta).
Processo permeografico:
procedimento di stampa tramite la pressione tra la
forma o altro dispositivo stampante e il supporto, che impiega forme
con lettere permeabili all'inchiostro.
Processo rilievografico:
procedimento di stampa che impiega forme aventi i
segni, le lettere o i disegni in rilievo rispetto alle zone non
stampate. Si comprendono sotto questo nome tutte le riproduzioni
fotomeccaniche che, stampate danno l'illusione del rilievo.
Serigrafia:
metodo di stampa in cui l'inchiostro viene fatto
passare attraverso le maglie di un tessuto di seta, preventivamente
otturate nelle zone non stampanti.
Stampa a incisione:
comprende l'incisione in rame o in acciaio (vd. processo
calcografico).
Stampa a rilievo:
stampa che dà effetto di rilievo a diciture,
stemmi, disegni che vengono elegantemente a emergere sulla faccia
della carta rispetto alle zone non stampate. E' usata soprattutto
per intestazioni di carta da lettera, fatture, biglietti da visita.
Stampa diretta piana:
procedimento di stampa in cui la pressione viene
esercitata da un piano, che si muove parallelamente contro la forma
pure disposta su un piano. Nella stampa litografica è così
detta la stampa con m. piano cilindriche in cui la pressione viene
esercitata da un cilindro contro la pietra o lastra da stampa, che
si muove tangenzialmente al cilindro che ruota.
Stampa diretta rotativa:
stampa in cui l'organo porta lastra è un cilindro
sul quale è avvolta e tesa la lastra stampante. In questo
primo tipo di stampa la stampa avveniva direttamente tra cilindro
e cilindro. E' stata ora totalmente sostituita dalla stampa litografica
rotativa indiretta detta offset (vd.).
Stampa indiretta rotativa:
modo per definire il processo di stampa offset (vd.).
Stampa planografica:
altro modo per definire la litografia.
Stereotipia:
nome della lastra solida di metallo, di gomma, di
materie plastiche ottenuta colando lega di materiale fluido su apposita
impronta in rilievo, duplicata.
Torchio:
è il nome dell'arnese che servì per
ottenere riproduzioni stampate di silografie e di composizioni fatte
con caratteri mobili. Si crede che il torchio primitivo sia stato
copiato da Gutenberg da uno strettoio da vino.
Torchio calcografico:
è l'arnese che serve per la stampa delle incisioni
in incavo. Ci sono torchi calcografici a pressione piana (torchi
a mano), a pressione strisciante (m. piano-cilindriche), a pressione
cilindrica (m. rotative). La stampa si effettua adoperando uno speciale
inchiostro, assai duro, che diventa molle al contatto della lastra
incavata, poiché essa durante la tiratura si riscalda.
Xilografia:
arte di incidere ed intagliare sul legno(solo?) figure
e caratteri in rilievo. L'artista xilografo con il bulino scavava
le parti bianche rispettando le parti disegnate, le quali formavano
poi in rilievo la figura che si voleva ottenere. Oggi la fotografia
sostituisce il lavoro dello silografo, che rimane un artista e non
più anche un artigiano.
Inizio
pagina
Prestampa
Astralon:
supporto
trasparente su cui vengono riportati tutti gli elementi che concorrono
a formare uno stampato (testi, composizioni, tratti, mezzetinte,
fotolito).
Cliché tipografico:
lastra di rame o di zinco da formare, ricoperta di gelatina fotosensibile,
che viene posta a contatto dell'immagine fotografica.
Copia cianografica:
copia dello stampato effettuata su carta fotosensibile a base di
sali di ferro (ferrocianuro potassico).
Effetto moiré:
errore di retinatura consistente nella sovrapposizione di punti
che rende confusi e brunastri i segni per effetto dell'accumulo
di inchiostri in alcuni punti e della sottrazione degli stessi in
altri. Infatti la brillantezza e chiarezza dello stampato in quadricromia
deriva dal fatto che i punti giacciono uno accanto all'altro piuttosto
che sovrapposti. Viene anche detto marezzatura.
Effetto
sgranatura:
eccesso di ingrandimento di immagini al tratto in cui la linea risulta
meno nitida. Fotocomposizione:
è una composizione effettuata fotograficamente. Il principio
su cui si basavano i primi modelli di fotocomposizione era quello
del monotype, con la sostituzione del "gruppo di fusione"
con la camera oscura e delle matrici incise con delle matrici fotografiche
recanti i caratteri in negativo. L'avvento della fotocomposizione
si realizzò, verso la fine degli anni '50 quando, con le
prime macchine offset, si pensò di ottenere una pellicola
fotografica del testo eliminando tutti i passaggi precedenti. L'evoluzione
della tecnologia elettronica con i processori elettronici ha velocizzato
notevolmente il processo di composizione e i problemi ad esso connessi.
La fotocomposizione oggi si articola in tre sistemi:
1. ottico - meccanica;
2. crt o a tubo catodico;
3. a raggio laser.
In tutti tre i sistemi il prodotto ottenuto è una pellicola
o una carta fotografica che, sviluppata in camera oscura, reca impressa
la composizione. La differenza tra i tre consiste nel tipo di fonte
luminosa usata per ottenere l'impressione della pellicola. Le ultime
generazioni di sistemi dedicati alla fotocomposizione sono stati
rivoluzionati dall'avvento dei personal computer e dell'invenzione
del Post Script, una soluzione per unire testo e grafica in una
pagina. Oggi con uno stesso computer è possibile controllare
uno scanner piatto per digitalizzare le immagini - cioè tradurle
in raggio di luce laser -, eseguire l'impaginazione e comandare
le fotounità con cui ottenere le pellicole per la preparazione
delle matrici da stampa.
Fotolito:
sono così chiamati gli impianti stampa per offset eseguiti
su pellicola fotografica trasparente utilizzati per realizzare immagini.
La fotolitografia, infatti, è un processo di stampa litografica
in cui l'immagine viene riprodotta su lastra, plastica o gomma attraverso
una trasposizione fotomeccanica, che utilizza cioè la luce
per ottenere la matrice da stampare.
Esistono fotolito di tre tipi:
1. al tratto;
2. retinati o mezzatinta e
3. policromi.
Fotolito al tratto:
sono le immagini a tinta continua senza sfumature. Quando un'immagine
al tratto viene ridotta bisogna tener conto dell'assottigliamento
degli spessori; quando invece viene ingrandita del possibile effetto
sgranatura.
Fotolito
mezzatinta:
per ottenere una mezzatinta si fotografa il soggetto originale accoppiato
a retini di grandezza variabile. La retinatura restituisce un soggetto
ripartito in puntini di superficie stampante diversa, visibili ad
occhio nudo: sono questi che conferiscono le sfumature e l'intensità
dei toni, mentre la definizione dei dettagli dipende dalla frequenza
delle linee del retino.
Fotolito
in policromia:
il procedimento adottato è analogo al fotolito al tratto,
selezionando l'originale e scomponendolo negli elementi cromatici.
Macchine dedicate:
macchine che prima dell'invenzione dei programmi di fotocomposizione
svolgevano il compito, "erano dedicate" esclusivamente
alla composizione meccanica.
Matrice:
modello impiegato per ottenere la forma di stampa.
Punzone:
asticciola, blocchetto o simile, in acciaio duro, con un'estremità
profilata a lettera, numero o sigla, che serve per marcare il cubetto
di rame che forma la matrice. Nella tastiera della monotype, asticine,
infisse nelle bacchette porta-punzoni, che perforano il nastro di
carta che poi dovrà passare alla fonditrice per la fusione
della composizione. Retinatura Retini a modulazione d'ampiezza Retini
a modulazione di frequenza.
Scanner:
apparecchio
che esegue la selezione e la correzione elettronica dei colori.
Scanner significa "analizzatore" o "dispositivo di
esplorazione", esso legge l'immagine nei minimi particolari.
Il principio di funzionamento dello scanner prevede tre operazioni:
lettura dell'originale, manipolazione dei dati ottenuti, scrittura.
L'originale, montato su un cilindro rotante a circa 20 giri al secondo,
si presenta alla cattura o scansione dell'immagine, non nella sua
globalità, ma per rilevamenti successivi di punti estremamente
piccoli. Il rapido susseguirsi dei singoli elementi detti "pixel"
viene convogliato in un sistema ottico che provvede alla selezione
delle tre radiazioni principali (rosso, verde, blu). I segnali elettrici,
a questo punto possono essere manipolati, corretti, deformati per
poi essere trasformati in variazioni di luce che, con il raggio
laser, vanno a impressionare la pellicola. Abbinando lo scanner
al computer si possono ottenere molte modifiche dell'immagine come
ritoccare una foto, scontornare, allungare e deformare figure, allungare
fondi di foto, fare delle variazioni cromatiche delle immagini,
realizzare fotomontaggi ad effetto.
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